Green pass: denuncia alla Commissione Europea

Studio Legale Avvocato Carlo Florio - Avvocati Bergamo Italia
Giovanni Stradano, San Giorgio e il Drago, 1653

Ogni Cittadino può denunciare alla Commissione Europea la violazione del diritto dell'Unione da parte di uno Stato membro affinché sia avviata nei suoi confronti una procedura di infrazione: tale iniziativa appare quanto mai auspicabile in relazione alla normativa Italiana sul green pass.

 

Nel link a fondo pagina si rende disponibile un modello di denuncia già compilato anche nella parte argomentativa: la Commissione non è obbligata ad avviare una procedura di infrazione ma è evidente che la forza di tale iniziativa risiede anche nel numero di doglianze pervenute rispetto ad una medesima questione.

 

La denuncia alla Commissione Europea è completamente gratuita, non comporta spese né particolari rischi, e non richiede l'assistenza di un legale. Chi è interessato potrà procedervi anche utilizzando la modulistica disponibile in questa pagina, già compilata anche nella parte argomentativa.

 

La denuncia può essere inviata attraverso una delle seguenti modalità:

MODULO SCARICABILE: v. fondo pagina

 

CAMPI PER MODULO ONLINE: copia e incolla

 

2.1 Quali sono i provvedimenti nazionali che, a vostro avviso, violano il diritto dell’UE e perché?

Decreto legge n. 52/2021 convertito in Legge n. 87/2021; Decreto Legge 65/2021; Ordinanza del Ministero della Salute n. 114/21; Ordinanza del Ministero della Salute n. 145/2021; Ordinanza del Ministero della Salute n. 150/2021; Decreto del Presidente del Coniglio dei Ministri n. 143/2021; Decreto Legge n. 105/21 convertito in Legge n. 126/2021; Ordinanza del Ministero della Salute n. 181/2021; Decreto Legge n. 111/2021; Ordinanza del Ministero della Salute n. 207/2021; Ordinanza del Ministero della Salute n. 209/2021; Decreto Legge n. 122/2021; Decreto Legge n. 127/2021; Circolare Ministero Salute 4.8.21

 

2.2 Quale norma dell’UE è stata violata?

Regolamento n. 953/2021, ed in particolare dell’art. 1, 11 e del paragrafo 36; Art. 3 par. 2 e art. 45 del TUE; Artt. 1; 3; 6; 7; 8; 21; 45; 52 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE; Artt. 5; 8; 14; 15 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (anche con riferimento alla Risoluzione n. 2361/2021 del Consiglio d’Europa); Direttiva 2004/38/CE; Regolamento n. 679/2016, in particolare art. 36, 5 e art. 6 par. 2 e 9; Regolamento n. 2018/1725;   

 

2.3 Descrivete il problema, indicando fatti e motivi della denuncia* (max. 7000 caratteri):

Lo Stato italiano ha ecceduto i limiti posti dal Reg 953/21 per aver surrettiziamente imposto l’obbligo vaccinale generalizzato con misure discriminatorie e limitative dei diritti fondamentali, giustificazioni insufficienti, illogiche e contraddittorie.

Secondo l’interpretazione autentica del Legislatore Europeo, il Reg 953/21 “non dovrebbe essere inteso come un'agevolazione o un incentivo all'adozione di restrizioni alla libera circolazione o di restrizioni ad altri diritti fondamentali, in risposta alla pandemia di COVID-19, visti i loro effetti negativi sui cittadini e le imprese dell'Unione” (considerando 14). Inoltre, “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l'opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto, il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l'uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l'esercizio del diritto di libera circolazione o per l'utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati” (considerando n. 36) v. per es. anche considerando 6 e i considerando 1 e 2 Dir 2004/38/CE.

Anche l’art 1 del Reg prevede che “Il presente regolamento contribuisce inoltre ad agevolare la revoca graduale delle restrizioni alla libera circolazione poste in essere dagli Stati membri” e non certo al fine contrario perseguito dallo Stato dell’introduzione, graduale e surrettizia, dell’obbligo vaccinale: le limitazioni che lo Stato può imporre ai sensi dell’art. 11 del Reg 953/21, devono pur sempre esser “necessarie e proporzionate allo scopo di tutelare la salute pubblica” e dunque non possono essere strumento di discriminazione, coercizione e ricatto.

La contraria ratio delle norme interne è palesata dal Pres.Te della Repubblica Mattarella: “non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione” (inaugurazione anno accademico Università Pavia 5.9.21)

Grave è anche il tentativo di manipolare il testo del Reg 953/21 ad opera di qualche funzionario che in fase di traduzione ha chirurgicamente censurato la libertà di scelta: tale condotta è stata liquidata come un banale errore di traduzione (v. interrogazione parlamentare https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/P-9-2021-003399_IT.html) ma pare una vera e propria usurpazione.

Similmente, il governo ha adottato il DL 52/21 dichiarando falsamente all’art. 9, co. 10, di essersi consultato con il Garante privacy ma è stato sbugiardato: il Garante stesso nel ProvvTo 156 del 23.4.21 “di avvertimento in merito ai trattamenti effettuati relativamente alla certificazione verde per ‘Covid-19’ prevista dal DL. 22 aprile 2021, n. 52 – 23 aprile 2021” ha negato la circostanza, denunciando la conseguente violazione dell’art 36 Reg 679/16 e degli art 5, 6, par 3, lett b), 9, 13, 14, 25 e 32 Reg 679/16. Il successivo DL 127/21 ha solo peggiorato la situazione

Peraltro, il controllo del green pass è demandato non ai soli soggetti indicati dall’art 10 del Reg 953/21 ma anche a privati cittadini, datori di lavoro e esercenti privati, i quali si trovano investiti di poteri di controllo ed accertamento aventi ad oggetto anche dati particolarmente sensibili di carattere medico sanitario, a pena di gravi sanzioni e con lesione dei diritti in materia di privacy e di tutela della vita privata dell’interessato, fomentando peraltro grave conflitto tra cittadini e parti sociali (Art 8 CEDU; Artt. 7 e 8 CDFUE; art 5-6 par 2 e 9 Reg 679/16).

Le norme interne violano la CDFUE art. 1,2,3 laddove in conseguenza delle misure restrittive imposte dallo Stato il consenso prestato dal vaccinando non è libero né informato. Inoltre, ai medici di base non è consentita una valutazione in scienza e coscienza sull’opportunità o meno del vaccino nei loro casi particolari e/o specifici poiché i criteri di esenzione sono limitatissimi, inderogabili e tassativamente individuati a livello centrale (v. Circ. Min. Salute 4.8.21)

Nel merito, la contrarietà della normativa nazionale al diritto UE risulta ben evidente, tra gli infiniti esempi:

Art. 3, co.1 lett a) del DL 105/21 (Art 9bis DL 52/21) per cui “è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle caricazioni verdi COVID-19, l'accesso ai servizi di ristorazione per il consumo al tavolo, al chiuso” ma quelli sprovvisti di green pass possono trattenersi e consumare soltanto al bancone, nel mezzo del locale additati come untori dagli altri avventori.

Art. 2 del DL 111/21 (Art. 9quater DL 52/21): è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di green pass l’utilizzo dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza e interregionali ma non anche sui quelli locali, regionali o per pendolari. Senza green pass non è quindi possibile viaggiare nell’ampio vagone di un treno ad alta velocità ma è possibile viaggiare stipati in metropolitana.

Art. 1-3 DL 127/21 (Art. 9quinquies e ss DL 52/21). Lo Stato ha imposto dal 15.10.21 l’obbligo di green pass sui luoghi di lavori pubblici e privati: se il lavoratore viene rinvenuto senza il lasciapassare, riceve una sanzione da 600 a 1500 € e perde il diritto alla retribuzione. Tali disposizioni non sono poste a carico di specifici settori o categorie professionali né in funzione di particolari fattori di rischio ma a carico a tutti i lavoratori in generale. Non esiste alternativa concretamente percorribile per mantenere lavoro e stipendio: a parte il fatto che i tamponi per i quali è autorizzata l’emissione del Green Pass son solo quelli nasali (più invasivi), la loro scarsa durata rapportata al costo non consente altra scelta.

Ancora, per esempio, gli atenei che applicano il DL 52/21 impongono agli studenti il green pass… anche per gli esami in videoconferenza (!!): per esempio l’Università di Trieste “In tutti i casi, sia che gli esami siano svolti in presenza o da remoto, gli studenti sono tenuti al possesso della certificazione verde..” (v Prot Univ Trieste 13.9.21)

L’irrazionalità delle misure è ulteriormente confermata dal fatto che tutte le restrizioni sono state adottate in violazione del citato art. 11 in assenza di concrete esigenze di tutela della salute pubblica: tutte le regioni sono in c.d. “zona bianca” (eccetto Sicilia in “zona gialla”) e con indice RT in discesa, a dispetto dei tamponi capillarmente eseguiti sulla popolazione. Peraltro, l’ultimo aggravio di cui al DL 127/21 entrerebbe in vigore con l’80% della popolazione over 12 già vaccinato: a maggior ragione, non sussistono dunque i necessari presupposti per le restrizioni imposte.

 

2.4 Il paese interessato riceve finanziamenti dell’UE in relazione all’oggetto della vostra denuncia, o potrebbe riceverne in futuro?  

x Sì (specificare)  o No            o Non so

 https://ec.europa.eu/info/live-work-travel-eu/coronavirus-response/public-health/eu-vaccines-strategy_it

 

2.5 La vostra denuncia è connessa a una violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE?

x Sì (specificare)             o No                  o Non so

Artt. 1; 2; 3; 6; 7; 8; 21; 45; 52 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE

 

3. Precedenti tentativi di risolvere il problema

IN CASO AFFERMATIVO [...]

IN CASO NEGATIVO, selezionare le opzioni pertinenti

o Un altro procedimento sulla stessa questione è pendente dinanzi a un giudice nazionale o dell’UE

x Non esistono mezzi di ricorso per il problema in questione

o Il mezzo di ricorso esiste, ma è troppo costoso

o I termini per agire sono scaduti

x Mancanza di legittimazione (non avete motivi giuridici per adire il tribunale) (indicare perché): Il cittadino non può promuovere una azione Giudiziaria per promuovere l’abrogazione di testi normativi

o Mancanza di patrocinio legale gratuito/avvocato

o Non sono a conoscenza dei mezzi di ricorso disponibili per questo tipo di problema

o Altro (specificare)


Download
Denuncia alla Commissione Europea contro Italia
Denuncia alla Commissione Europea contro Italia
Denuncia alla Commissione Europea contro
Documento Adobe Acrobat 343.2 KB