La Corte Costituzionale e il Diritto vivente; Gli Autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 113 del 2015 (scarica la sentenza), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.

La decisione in commento è di grande interesse non soltanto per le evidenti implicazioni di carattere pratico.

La Corte Costituzionale, infatti, si esprime in senso contrario al consolidato orientamento della Corte di Cassazione ed ribadisce che «pur essendo indubbio che nel vigente sistema non sussiste un obbligo […] di conformarsi agli orientamenti della Corte di cassazione (salvo che nel giudizio di rinvio), è altrettanto vero che quando questi orientamenti sono stabilmente consolidati nella giurisprudenza – al punto da acquisire i connotati del “diritto vivente” – è ben possibile che la norma, come interpretata dalla Corte di legittimità e dai giudici di merito, venga sottoposta a scrutinio di costituzionalità, poiché la norma vive ormai nell’ordinamento in modo così radicato che è difficilmente ipotizzabile una modifica del sistema senza l’intervento del legislatore o di questa Corte.

In altre parole, in presenza di un diritto vivente non condiviso dal giudice a quo perché ritenuto costituzionalmente illegittimo, questi ha la facoltà di optare tra l’adozione, sempre consentita, di una diversa interpretazione, oppure – adeguandosi al diritto vivente – la proposizione della questione davanti a questa Corte; mentre è in assenza di un contrario diritto vivente che il giudice rimettente ha il dovere di seguire l’interpretazione ritenuta più adeguata ai principi costituzionali (cfr. ex plurimis sentenze n. 226 del 1994, n. 296 del 1995 e n. 307 del 1996)» (sentenza n. 350 del 1997). [Avv. Carlo Florio]

Il referendum costituzionale del 4 Dicembre 2016

La contestata carenza di legittimazione delle Camere.

Avvocato Lawyer
E. Delacroix, La libertà che guida il Popolo (1830)

Prima di entrare nel merito della riforma, è necessario avere contezza del vivace dibattito che è sorto in merito alla legittimazione stessa delle Camere a legiferare e, a maggior ragione, riformare la costituzione. La contestazione nasce dal fatto che, nel dichiarare illegittime alcune norme (per come erano state modificate dalla Legge elettorale n. 270/2005, il c.d. porcellum), la Consulta  ha reso, del tutto spontaneamente, la seguente precisazione: ... (continua a leggere)

Dal porcellum al porcellinum. La riforma della costituzione e la nuova Legge elettorale.

La riforma costituzionale oggetto del referendum del 2016 è stata da molti letta in rapporto alla nuova Legge elettorale. Ciò è dovuto principalmente al fatto che in futuro la fiducia al Governo  potrebbe essere votata soltanto dalla Camera: secondo gli orientamenti piu critici... (continua a leggere)

Ciorte Cost. Sent. 35/2017: la decisione sull'italicum

A seguito del referendum del 04 Dicembre 2016, la riforma costituzionale è caduta nel vuoto e, pochi mesi più tardi, la Corte Costituzionale si è finalmente espressa sull'italicum con sentenza n. 35/2017.

L'intervento della Consulta, tuttavia, è stato piuttosto "timido" e pare poco coerente rispetto (continua a leggere).


CONTENZIOSO  TRIBUTARIO

Questione di legittimità costituzionale in ordine all'art. 187 ter, punto 1, D.Lgs. n. 58/1998

La Sezione Tributaria ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale riguardante l’art. 187 ter, punto 1, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, per contrasto con l’art. 117, primo comma, Cost., alla luce della interpretazione fornita dalla sentenza della Corte EDU, Sez. II, del 4 marzo 2014 (causa Grande Stevens ed altri c. Italia) ed ai fini dell’applicazione del principio del “ne bis in idem” di cui agli artt. 2 e 4 del Protocollo 7 della CEDU, nella parte in cui prevede la comminatoria congiunta della sanzione penale e della sanzione amministrativa (di natura penale) prevista per il medesimo l’illecito, oggetto di giudicato penale. (Cassazione Civile, Sezione V, Ordinanza interlocutoria 950 del 21 Gennaio 2015 - download) - Fonte: www.cortedicassazione.it

Nullità degli atti firmati dai dirigenti illegittimi dell'Agenzia delle Entrate

La Corte Costituzionale, sentenza n. 37/2015 (download) , ha ritenuto che l’art. 8, comma 24, del d.l. n. 16 del 2012, come convertito, ha contribuito all’indefinito protrarsi nel tempo di un’assegnazione asseritamente temporanea di mansioni superiori, senza provvedere alla copertura dei posti dirigenziali vacanti da parte dei vincitori di una procedura concorsuale aperta e pubblica. Per questo, ne va dichiarata l’illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 51 e 97 Cost.

Posto che le ricordate proroghe di termini fanno corpo con la norma impugnata, producendo unitamente ad essa effetti lesivi, ed anzi aggravandoli, in applicazione dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale), la dichiarazione di illegittimità costituzionale è stata estesa anche alle norme di proroga dei termini.

Le implicazioni di questa decisione sulla validità degli atti firmati da dirigenti illegittimi sono piuttosto evidenti.

Sulla scia della citata sentenza della Corte Costituzionale, la Commissione Tributaria Regionale di Milano, con sentenza n. 2184/13/15 del 19 maggio 2015 (download), ha dichiarato l’illegittimità dell’atto impugnato respingendo approfonditamente le argomentazioni dell’Ufficio.

In un comunicato stampa del 22 Aprile 2015, nel precisare i contenuti di altra decisione della Commissione Tributaria Regionale di Milano, l’Agenzia delle Entrate segnala che la Commissione tributaria provinciale di Gorizia, con decisione n. 63/01/2015, ha ritenuto che la sentenza della Corte costituzione del 17 marzo 2015, n. 37 “non debba comportare affatto la caducazione (nullità)” degli atti impugnati.

La lista completa dei dirigenti con relativi curricula e dati retributivi è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate: è inoltre possibile scaricare dal sito ADUSBEF un elenco dei dirigenti decaduti.

Avvocato amministrativista Tributarista Como - Lawyer

"Un Principe adunque, non potendo usare questa virtù del liberale senza suo danno, in modo che la sia cognosciuta, deve, se egli è prudente, non si curare del nome del misero; perchè con il tempo sarà tenuto sempre più liberale. Veggendo che con la sua parsimonia le sue entrate gli bastano, può difendersi da chi gli fa guerra, può fare imprese senza gravare i popoli; talmentechè viene a usare la liberalità a tutti quelli, a chi non toglie, che sono infiniti, e miseria a tutti coloro, a chi non dà, che sono pochi." Niccolò Macchiavelli, Il Principe

 


ORDINAMENTO  E  DEONTOLOGIA  FORENSE

Patrocinio a spese dello Stato, compensazione degli importi liquidati dal Giudice

A decorrere dall'anno 2016, entro il limite di spesa massimo di 10 milioni di euro annui, i soggetti che vantano crediti per spese, diritti e onorari di avvocato, liquidati ai sensi degli articoli 82 e seguenti del D.P.R. n. 115/2002 (patrocinio a spese dello Stato), in qualsiasi data maturati e non ancora saldati, sono ammessi alla compensazione con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa, compresa l'imposta sul valore aggiunto (IVA), nonché al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei predetti crediti entro il limite massimo pari all'ammontare dei crediti stessi, aumentato dell'IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati (CPA).

Tali cessioni sono esenti da ogni imposta di bollo e di registro. Possono essere compensati o ceduti tutti i crediti per i quali non è stata proposta opposizione ai sensi dell'articolo 170 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

La compensazione o la cessione dei crediti può essere effettuata anche parzialmente ed entro un limite massimo pari all'ammontare dei crediti stessi, aumentato dell'IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati (CPA).

La compensazione non è ammessa per i contributi previdenziali dovuti dai professionisti a Cassa Forense.

 

Aggiornamenti:

Circolare 19/2016 del 20 ottobre 2016 , Ordine degli Avvocati di Como, Patrocinio a spese dello Stato: compensazione crediti - debiti degli avvocati, aggiornamento

Circolare 3 ottobre 2016 del Dipartimento per gli affari di giustizia Direzione generale della giustizia civile Ufficio I, Affari civili interni - D.m. 15 luglio 2016 ‐ Compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati del patrocinio a spese dello Stato

Circolare 14/2016 del 21 Luglio 2016 , Ordine degli Avvocati di Como, Patrocinio a spese dello Stato: compensazione crediti - debiti degli avvocati

Decreto compensazione 

Avvocati, quanto costano?

Il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico. In ogni caso di mancata determinazione consensuale del compenso si applicano i parametri stabiliti dal D.M. 55/2014: tali parametri possono anche essere utilizzati dall'utente per avere una indicazione, ovviamente approssimativa, delle spese legali che l'attendono. Visita la pagina strumenti del sito per le utility di fatturazione nonché di calcolo dei compensi ex D.M. 55/2014 in materia CIVILE, PENALE, per l'attività STRAGIUDIZIALE e TRASFERTE.

ANTIRICICLAGGIO: le linee guida del C.N.F.

Sono state pubblicate le linee guide del C.N.F. in materia di antiriciclaggio del 26.11.2016. Il documento, è disponibile cliccando sul seguente link: C.N.F. - gli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati


Il riordino della disciplina della difesa d’ufficio e gli adempimenti ai fini della permanenza nella liste

E’ stato pubblicato nella Gazz. Uff. del 5 febbraio 2015, n. 29, il D.Lgs n. 6/2015 recante il riordino della disciplina della difesa d’ufficio.

Il novellato art. 29 delle dd.aa.c.p.p. individua criteri più severi per l’iscrizione nell’elenco degli avvocati disponibili ad assumere le difese d'ufficio, che verrà predisposto ed aggiornato dal Consiglio Nazionale Forense.

Ai fini della permanenza nell'elenco dei difensori d'ufficio sono condizioni necessarie: a) non avere riportato sanzioni disciplinari definitive superiori all'ammonimento; b) l'esercizio continuativo di attività nel settore penale comprovato dalla partecipazione ad almeno dieci udienze camerali o dibattimentali per anno, escluse quelle di mero rinvio; c) aver adempiuto all'obbligo formativo.

La domanda di permanenza nell'elenco è indirizzata al CNF e deve essere presentata al COA di appartenenza attraverso l'apposita piattaforma informatica gestionale (unitamente alla autocertificazione idonea a dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti dall'art. 29 comma 1 quater disp. att. c.p.p.), entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno, a decorrere dal 31.12.2016.

L’esercizio continuativo di attività in ambito penale è comprovato dalla partecipazione (anche quale sostituto processuale) ad almeno dieci udienze penali (dibattimentali o camerali) nell’anno in cui la richiesta viene presentata: sono escluse quelle di mero rinvio e le udienze di smistamento nelle quali non siano state svolte questioni preliminari o, in mancanza di queste, non sia stato aperto il dibattimento. Nel novero delle dieci udienze non possono essere conteggiate più di due udienze quale sostituto ex art. 97 comma 4 c.p.p. e non più di tre innanzi al Giudice di Pace. La partecipazione a ciascuna udienza è comprovata mediante autocertificazione.

Il richiedente deve inoltre attestare di essere in regola con l’obbligo formativo con riferimento all’anno antecedente a quello in cui la richiesta viene presentata: anche in questo caso è sufficiente una autocertificazione.

Una volta ricevuta la domanda, Il COA esprime il parere (obbligatorio) circa la permanenza dei requisiti: entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione sopra indicata ed in assenza di eventuali richieste di integrazione istruttoria, il Consiglio dell’Ordine trasmette al CNF attraverso la piattaforma informatica gestionale la domanda e la documentazione allegata, unitamente al parere attestante la permanenza dei requisiti e l’assenza di sanzioni disciplinari definitive superiori all'avvertimento irrogate nei cinque anni precedenti la domanda con provvedimento definitivo.

In caso di mancata o incompleta presentazione della domanda e della documentazione richiesta entro il termine perentorio del 31 dicembre, l’avvocato è cancellato d’ufficio dall'elenco nazionale. La cancellazione non fa venir meno l’obbligo di prestare l’ufficio per gli incarichi precedentemente ricevuti. 

 

Eventuali comunicazioni e richieste di assistenza dovranno essere inviate al C.N.F. via mail all'indirizzo dedicato (non saranno prese in considerazione comunicazioni o richieste inviate in altro modo):  difesediufficio@consiglionazionaleforense.it

Per assistenza nella compilazione delle istanze e l'utilizzo della piattaforma online, il Consiglio Nazionale Forense ha attivato un servizio di help desk gratuito al numero 06/45.47.58.29. Il servizio è attivo dalle 09:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00 dal lunedì al venerdì.

 

Approfondimenti:

area dedicata del sito CNF sulle difese d'ufficio ⧉.

◾ le operazioni di iscrizione, cancellazione, integrazione documentale e compilazione della domanda per la permanenza, vanno presentate tramite il sistema di gestione dell'Elenco Unico Nazionale dei Difensori d'Ufficio ⧉. Saranno poi controllate e validate dagli Ordini  e dunque trasmesse al Consiglio  Nazionale Forense, unitamente al parere.

◾ v. slide informative sull'uso della piattaforma ⧉

◾ Regolamento per la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco unico nazionale degli avvocati iscritti negli albi ad assumere le difese di ufficio per come modificato dal Consiglio Nazionale Forense nella seduta amministrativa del 25 novembre 2016 (v. regolamento 25.11.2016)

◾ Le linee Guida in materia di difesa di ufficio per come emendate solo formalmente dalla Commissione CNF in materia di difesa di ufficio in data 30 novembre 2016 (v. linee guida 30.11.2016)

◾Modello di dichiarazione sostitutiva di certificazione per la presentazione dell'istanza di inserimento/permanenza nell'elenco unico nazionale (v. modello dichiarazione sostitutiva)

◾V. anche precedente modello cartaceo domanda permanenza nelle liste (clicca qui per il download)