DIRITTO DI FAMIGLIA

Mancato o inadeguato esercizio dei diritti di visita

Il tribunale di Roma, con sentenza del 23 Gennaio 2016, ha appurato il sostanziale disinteressamento del padre a coltivare il proprio rapporto con la figlia ed ha censurato la sue modalità di relazione con la stessa, ritenendole carenti ed inadeguate. Il padre è stato dunque condannato al risarcimento del danno, determinato nella misura di € 15.000, in favore della figlia (v. Trib. Roma, sent. 23.01.2016).

Perdita dell'assegno divorzile

La formazione di una nuova famiglia di fatto da parte del coniuge divorziato determina la perdita definitiva dell’assegno divorzile di cui il medesimo benefici (Cassazione Civile, Sezione I, Sentenza n. 6855 del 03 Aprile 2015 - download) - Fonte: www.cortedicassazione.it

L’assegno divorzile, perlatro, può anche essere revocato nonostante la sproporzione tra i redditi degli ex coniugi (v. Corte d’Appello di Palermo, sentenza 22 dicembre 2015, n. 1902)

Nuovo orientamento della cassazione in materia di assegno divorzile

22 Maggio 2017

Si riporta la nota Cass. civ. Sez. I, Sent., 10 Maggio 2017, n. 11504 che, in merito alla statuizione sull'assegno di mantenimento, ha sancito il principio della "autoresponsabilità" economica, secondo criteri di indipendenza o autosufficienza di ciascun coniuge. Nella decisione in commento, il parametro del "tenore di vita" non appare più adeguato al contesto sociale di riferimento... continua a leggere


CONTRATTI

Lo squilibrio economico originario tra prestazioni contrattuali

“Lo squilibrio economico iniziale tra le prestazioni può rilevare così ai fini della rescissione del contratto a norma dell'art. 1447 c.c., o dell'art. 1448, in considerazione dello stato di bisogno o di pericolo di alcuno dei contraenti; come può rilevare ai fini dell'annullabilità a norma dell'art. 428 c.c., del contratto stipulato da persone incapaci. Ma in linea di principio lo squilibrio iniziale delle prestazioni non determina di per sè la nullità del contratto” (Corte di Cassazione, Sez. I Civile, sent. 04 Novembre 2015, n. 22567).

Trib. Catanzaro, Sent. 30.04.2012: le clausole vessatorie nei contratti online

La pronuncia in commento, che si riporta integralmente, è nota per aver affrontato in modo efficace e ben approfondito il tema dell'approvazione di clausole vessatorie nei contratti stipulati on-line. Il Tribunale ha confermato il prevalente orientamento dottrinale per cui ... (continua a leggere).


PROTEZIONE E TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI - TUTELA DELLA PRIVACY

In Arrivo la riforma in materia di protezione e trattamento dei dati all'interno dell'Unione Europea

Le istituzioni europee adotteranno nei prossimi mesi i testi della nuova disciplina in materia di protezione dei dati all’interno dell’Unione Europea: un regolamento generale sulla protezione dei dati ed una direttiva sulla protezione dei dati trattati dalle forze polizia e dalle autorità giudiziarie penali. Le norme regolamentari saranno (continua a leggere)

RESPONSABILITA' CIVILE

Principio indennitario e divieto di cumulo tra indennizzo e risarcimento

“L'assicurazione contro gli infortuni non mortali costituisce un'assicurazione contro i danni ed è soggetta al principio indennitario, in virtù del quale l'indennizzo non può mai eccedere il danno effettivamente patito. Ne consegue che il risarcimento dovuto alla vittima di lesioni personali deve essere diminuito dell'importo percepito a titolo di indennizzo da parte del proprio assicuratore privato contro gli infortuni. (Rigetta, App. Genova, 08/06/2007)” (Cass. civ. Sez. III, 11/06/2014, n. 13233, rv. 631753). Fonte: www.cortedicassazione.it


DIRITTO  PROCESSUALE  CIVILE

Mediazione obbligatoria e pluralità di domande

Il Tribunale Ordinario di Verona, Sez. III civile, con ordinanza del 18.12.2015 si è conformato al dominante orientamento dominante per cui l'obbligo di esperire la procedura di mediazione per una delle domande proposte si estende anche alle ulteriori domande che non ne siano eventualmente soggette.

Responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. nei giudizi in materia di famiglia

Il tribunale di Roma, con sentenza del 23 Gennaio 2016, ha condannato il padre al risarcimento del danno ai sensi dell'art. 96, 3° comma c.p.c. precisando che  il dovere di lealtà processuale è immanente in ogni giudizio e particolarmente vincolante nei giudizi in materia di diritto di famiglia come evidenziato dall'art. 5, 9° comma l. 898/1970, applicabile tout court anche al giudizio di separazione, avendo il padre anche cercato  di occultare i propri redditi (v. Trib. Roma, sent. 23.01.2016).

Nullità delle notifiche via pec effettuate in proprio dal difensore prima del 15 Maggio 2015

Con ordinanza n. 14368 del 2015 (scarica l'ordinanza) , la Corte di Cassazione ha statuito che la concreta applicabilità ed utilizzabilità della norma dell'art. 3-bis della L. n. 53 del 1994 si è verificata soltanto a far tempo dal 15 maggio 2014, data di efficacia delle norme regolamentari di cui al Provvedimento 16 aprile 2014 del Responsabile per i Sistemi Informativi Automatizzati della Direzione Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati, recante le Specifiche tecniche previste dall'articolo 34, comma 1 del decreto del Ministro della giustizia in data 21 febbraio 2011 n. 44. Ne deriverebbe, a giudizio della S.C., che (continua a leggere)

La giurisdizione italiana nel recupero di crediti extra-UE

Rapporti tra Reg.to 1215/2012, Reg.to 44/2001, L.218/1995 e Convenzione di Bruxelles del 1968.. (continua a leggere)

Separazione e divorzio, conseguenza dell'omessa notifica dell'atto di appello

Avvocato divorzista Como - separazione - divorzio - affidamento - Family Lawyer

Nelle controversie in materia di divorzio e di separazione personale dei coniugi (cui le disposizioni processuali in materia di divorzio sono applicabili, ai sensi dell'art. 23 della I. n. 74 del 1987), la proposizione dell'appello, che avviene secondo il rito camerale, si perfeziona, ex. art. 8 della stessa legge, con il deposito, nei termini di cui agli artt. 325 e 327 c.p.c., del ricorso nella cancelleria del giudice "ad quem", che impedisce ogni decadenza dell'impugnazione.

Ne consegue che ogni eventuale vizio (o inesistenza, giuridica o di fatto) della notificazione del ricorso e dei decreto di fissazione dell'udienza di discussione non si comunica all'impugnazione (ormai perfezionatasi), ma impone al giudice che rilevi il vizio di indicarlo all'appellante perché provveda a rimuoverlo nel termine all'uopo assegnatogli (Cass. Civ. 15137/2015 - Download)